Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

La Conferenza del Disarmo

Principali interventi dell’Italia

 

Conferenza del Disarmo

La Conferenza del Disarmo (Conference on Disarmament – CD), con sede a Ginevra, è il principale foro multilaterale permanente per i negoziati in materia di disarmo, controllo degli armamenti e non proliferazione. Istituita nel 1979 a seguito della prima Sessione speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedicata al disarmo, riunisce 65 Stati membri, tra cui l’Italia e tutti gli Stati dotati di armi nucleari.

Pur mantenendo un rapporto istituzionale con le Nazioni Unite, la Conferenza dispone di proprie regole di procedura e adotta le proprie decisioni per consenso. I suoi lavori si articolano ogni anno in tre parti e la Presidenza viene esercitata a rotazione dagli Stati membri secondo l’ordine alfabetico.

L’agenda della Conferenza comprende sette temi: disarmo nucleare; prevenzione della guerra nucleare; prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico (PAROS); garanzie di sicurezza negative; nuovi tipi di armi di distruzione di massa, incluse le armi radiologiche; programma globale di disarmo; trasparenza negli armamenti.

La Conferenza e gli organismi multilaterali che l’hanno preceduta hanno contribuito alla negoziazione di alcuni dei principali strumenti internazionali in materia di disarmo e non proliferazione, tra cui il Trattato di non proliferazione nucleare (NPT), la Convenzione sulle armi biologiche (BWC), la Convenzione sulle armi chimiche (CWC) e il Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT).

Dall’adozione del CTBT nel 1996, le divergenze tra gli Stati membri hanno impedito alla Conferenza di avviare nuovi negoziati sostanziali, in particolare su un trattato che proibisca la produzione di materiale fissile per armi nucleari o altri ordigni esplosivi nucleari (Fissile Material Cut-off Treaty – FMCT). Nel corso degli anni sono stati tuttavia sviluppati diversi formati di lavoro volti a favorire il dialogo sostanziale sui principali temi dell’agenda e a ricreare le condizioni per la ripresa della funzione negoziale della Conferenza.

 

La sessione 2026

La sessione 2026 della Conferenza del Disarmo si è articolata in tre parti, dal 19 gennaio al 27 marzo, dall’11 maggio al 26 giugno e dal 27 luglio all’11 settembre. Le sei Presidenze, esercitate secondo il principio della rotazione alfabetica tra gli Stati membri, sono state affidate a Mongolia, Marocco, Paesi Bassi, Nigeria, Norvegia e Pakistan.

La sessione si è aperta sotto la Presidenza della Mongolia. Nonostante le consultazioni condotte durante il periodo intersessionale e i successivi tentativi compiuti nel corso dell’anno, non è stato possibile raggiungere il consenso su un programma di lavoro che consentisse di ristabilire gli organi sussidiari istituiti nel 2025. La Conferenza ha pertanto proseguito i propri lavori attraverso riunioni plenarie dedicate ai diversi temi della propria agenda, sotto la guida delle successive Presidenze.

Nel corso dell’anno, gli Stati membri si sono confrontati sulle principali questioni all’esame della Conferenza, tra cui il disarmo nucleare e la prevenzione della guerra nucleare, la proibizione della produzione di materiale fissile per armi nucleari o altri ordigni esplosivi nucleari, le garanzie di sicurezza negative, la prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico (PAROS), le nuove tipologie di armi e le altre questioni relative al disarmo e al funzionamento della Conferenza.

Già emerse nelle sessioni precedenti, le difficoltà relative alla partecipazione degli Stati osservatori si sono ulteriormente accentuate nel 2026. Delle richieste presentate nel corso dell’anno, 18 hanno ottenuto il consenso della Conferenza, mentre 15 non sono state accolte. In particolare, la Federazione Russa si è opposta alla partecipazione di numerosi Paesi europei, inclusi Stati membri dell’Unione europea e Paesi candidati, mentre la Turchia ha sollevato obiezioni alla partecipazione di Cipro.

La questione degli osservatori ha pertanto assunto un rilievo crescente anche nel dibattito sul funzionamento della Conferenza. Numerosi Stati, tra cui l’Italia e gli altri membri dell’Unione europea, hanno sottolineato come l’esclusione di Stati non membri dai lavori della CD si discosti dalla tradizionale prassi di apertura della Conferenza e rischi di limitarne ulteriormente l’inclusività e l’efficacia. Le divergenze sulla questione si sono riflesse anche nei negoziati sul Rapporto annuale.

Sotto la Presidenza del Pakistan, il 9 settembre 2026 la Conferenza ha approvato per consenso il proprio Rapporto annuale, che dà conto dei lavori svolti durante le sei Presidenze e delle diverse posizioni espresse dagli Stati membri sulle questioni affrontate nel corso della sessione.

Il Rapporto sarà presentato all’81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed esaminato nell’ambito dei lavori della Prima Commissione, che si apriranno a New York il 5 ottobre 2026. La sua approvazione ha concluso una sessione nella quale, pur non essendo stato possibile ristabilire gli organi sussidiari o avviare nuovi negoziati, la Conferenza ha continuato a rappresentare un foro permanente di dialogo sulle principali questioni di disarmo e sicurezza internazionale.

 

L’Italia nella Conferenza del Disarmo

L’Italia è membro della Conferenza del Disarmo e partecipa attivamente ai suoi lavori, sostenendo il rafforzamento del multilateralismo e il rilancio della funzione negoziale della CD.

L’Italia sostiene in particolare l’avvio di negoziati su un trattato che proibisca la produzione di materiale fissile per armi nucleari o altri ordigni esplosivi nucleari, nonché progressi concreti sui temi del disarmo nucleare, delle garanzie di sicurezza negative, della prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico e delle nuove sfide poste dagli sviluppi scientifici e tecnologici alla sicurezza internazionale.

Nel proprio impegno in seno alla Conferenza, l’Italia attribuisce particolare importanza al dialogo tra gli Stati membri, alla ricerca del consenso e alla capacità della CD di adattare i propri metodi di lavoro all’evoluzione del contesto internazionale, preservandone al tempo stesso il ruolo di foro negoziale multilaterale.

 

La Presidenza italiana del 2025

L’Italia ha esercitato la prima Presidenza della Conferenza del Disarmo del 2025, dal 20 gennaio al 14 febbraio.

Durante la Presidenza italiana è stata adottata per consenso la Decisione CD/2443, che ha stabilito il programma di lavoro e istituito cinque organi sussidiari sui principali temi dell’agenda della Conferenza. L’adozione della decisione già nel mese di gennaio, per la prima volta dal 1996, ha consentito agli organi sussidiari di lavorare durante l’intera sessione 2025, svolgendo oltre trenta riunioni e assicurando un confronto strutturato sull’intera agenda della Conferenza.

Il risultato ha rappresentato un importante tentativo di restituire continuità e struttura al lavoro sostanziale della Conferenza e di favorire la progressiva ricostruzione delle condizioni necessarie per la ripresa della sua funzione negoziale.

 

 

Principali interventi dell’Italia

2026

Amb. Tomaso Pietro Marchegiani

Amb. Leonardo Bencini

2025

Amb. Leonardo Bencini

2024

Amb. Leonardo Bencini

Cons. Eugenio Poti

2023

On. Ministro Antonio Tajani, Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Amb. Leonardo Bencini

2022

Amb. Leonardo Bencini

Cons. Tancredi Francese

Documenti e risorse utili

Resolutions and Decisions of the 10th Special Session of the UN General Assembly (1978): Creation of the Conference on Disarmament (1978)

CD Rules of Procedure

United Nations Office for Disarmament Affairs: Conference on Disarmament

Reaching Critical Will

Nuclear Threat iniziative (NTI)

ARCHIVIO