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La Prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico

La prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico (Prevention of an Arms Race in Outer Space – PAROS) costituisce uno dei temi storicamente più rilevanti dell’agenda multilaterale sul disarmo. Già inserita tra le priorità della Prima Sessione Speciale sul Disarmo dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (SSOD-I, 1978), essa rappresenta uno dei sette temi permanenti (“Decalogo”) della Conferenza del Disarmo (CD). L’obiettivo è preservare lo spazio extra-atmosferico quale ambiente sicuro, sostenibile e accessibile per fini pacifici, prevenendo lo sviluppo di una competizione militare suscettibile di compromettere la sicurezza internazionale.

Il principale strumento giuridico internazionale in materia rimane il Trattato sullo Spazio Extra-atmosferico del 1967 (Outer Space Treaty), che vieta il collocamento in orbita di armi nucleari o di altre armi di distruzione di massa e sancisce il principio dell’utilizzo dello spazio per fini pacifici. Tuttavia, il Trattato non disciplina numerosi sviluppi tecnologici successivi, né affronta in maniera organica le moderne minacce ai sistemi spaziali, comprese quelle derivanti da capacità terrestri, operazioni cibernetiche o sistemi anti-satellite.

Per oltre quarant’anni il tema è rimasto sostanzialmente bloccato nell’ambito della Conferenza del Disarmo, dove l’assenza di consenso sull’adozione di un programma di lavoro ha impedito l’avvio di negoziati multilaterali. Parallelamente, l’Assemblea Generale ha promosso una serie di processi complementari volti a mantenere vivo il dialogo sulla sicurezza dello spazio extra-atmosferico. Nel 2018-2019 si è riunito un primo Gruppo di Esperti Governativi (GGE) sulle ulteriori misure pratiche per la prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio (Further Practical Measures for the Prevention of an Arms Race in Outer Space), seguito da un secondo GGE istituito con la risoluzione 77/250, che ha operato nel biennio 2023-2024 e ha adottato nell’agosto 2024 il primo rapporto consensuale sul tema PAROS degli ultimi decenni. Parallelamente, tra il 2022 e il 2023, un distinto Open-ended Working Group (OEWG), istituito dalla risoluzione 75/36, ha approfondito le minacce ai sistemi spaziali attraverso norme, regole e principi di comportamento responsabile, pur senza riuscire ad adottare consensualmente un rapporto finale. I due percorsi sono stati generalmente considerati complementari, affrontando rispettivamente le misure pratiche di prevenzione della corsa agli armamenti e le norme di comportamento responsabile nello spazio extra-atmosferico.

Alla luce dei risultati conseguiti e della complementarità tra i precedenti processi, l’Assemblea Generale ha adottato nel dicembre 2024 la decisione 79/512, istituendo un nuovo Open-ended Working Group on the Prevention of an Arms Race in Outer Space in all its aspects per il periodo 2025-2028. Il nuovo Gruppo di lavoro ha sostituito i due OEWG istituiti dalle risoluzioni 78/20 e 78/238, con il mandato di elaborare raccomandazioni sulla prevenzione di una corsa agli armamenti nello spazio in tutti i suoi aspetti, tenendo conto dei risultati dei precedenti processi e dell’insieme delle pertinenti risoluzioni dell’Assemblea Generale. Il mandato prevede una sessione organizzativa e otto sessioni sostanziali distribuite tra il 2025 e il 2028, con la presentazione di raccomandazioni all’Assemblea Generale al termine dei lavori.

Il nuovo OEWG ha tenuto una sessione organizzativa nel febbraio 2025, dedicata all’adozione dell’agenda e delle modalità di lavoro. Successivamente si sono svolte la prima sessione sostanziale (aprile 2025), la seconda sessione sostanziale (luglio 2025) e la terza sessione sostanziale (luglio 2026), che hanno progressivamente approfondito i principali aspetti del mandato.  Nel corso della prima sessione, svoltasi nel 2025, i lavori si sono concentrati principalmente sull’organizzazione del processo, sulla definizione del metodo di lavoro e sulla raccolta delle diverse percezioni delle minacce allo spazio extra-atmosferico. La seconda sessione, tenutasi nel luglio 2025 a Ginevra, ha consentito di avviare il confronto sostanziale sui principali temi del mandato, approfondendo le minacce ai sistemi spaziali, il crescente numero di detriti orbitali, i rischi derivanti dalla progressiva attenuazione della distinzione tra tecnologie civili e militari e il ruolo delle norme di comportamento responsabile quali possibili elementi di un futuro quadro normativo. Nel proprio intervento nazionale, l’Italia ha evidenziato come la sicurezza dello spazio rappresenti ormai un presupposto essenziale per il funzionamento delle moderne società, richiamando la necessità di rafforzare la resilienza delle infrastrutture spaziali e di promuovere un utilizzo sicuro, sostenibile e pacifico dello spazio extra-atmosferico. La Delegazione italiana ha inoltre sottolineato che la definizione di principi e norme di comportamento responsabile costituisce un passaggio fondamentale verso l’eventuale negoziazione di uno strumento giuridicamente vincolante.

La terza sessione, apertasi a Ginevra nel luglio 2026, ha proseguito l’approfondimento delle principali questioni sostanziali previste dal mandato, con l’obiettivo di individuare progressivamente possibili aree di convergenza tra gli Stati in vista delle successive sessioni negoziali. Il dibattito continua a svilupparsi attorno ad alcune questioni centrali, tra cui la definizione delle minacce ai sistemi spaziali, il rapporto tra misure volontarie di rafforzamento della fiducia e futuri strumenti giuridicamente vincolanti, nonché l’applicabilità del diritto internazionale vigente alle attività nello spazio extra-atmosferico.

Sul piano politico, permane una significativa divergenza di approcci. Da un lato, Federazione Russa, Cina e diversi Paesi del Movimento dei Non Allineati continuano a sostenere la priorità dell’avvio di negoziati per uno strumento giuridicamente vincolante volto a vietare il collocamento di armi nello spazio extra-atmosferico. Dall’altro, l’Unione europea e gli altri Paesi occidentali ritengono prioritario consolidare un insieme condiviso di norme e principi di comportamento responsabile, accompagnati da misure di trasparenza e rafforzamento della fiducia (Transparency and Confidence-Building Measures – TCBMs), quale base più realistica per eventuali sviluppi normativi futuri. In tale prospettiva, viene sottolineato come le principali minacce ai sistemi spaziali possano derivare non soltanto da armi collocate nello spazio, ma anche da capacità terrestri, attacchi cibernetici, interferenze elettroniche e altre attività suscettibili di compromettere il funzionamento delle infrastrutture spaziali.

La partecipazione italiana

L’Italia partecipa attivamente ai lavori dell’OEWG, sostenendo un approccio pragmatico, inclusivo e orientato alla costruzione del consenso. In linea con la posizione dell’Unione europea, il nostro Paese considera prioritario preservare lo spazio extra-atmosferico quale dominio sicuro, sostenibile e accessibile, da cui dipendono un numero crescente di servizi essenziali per le moderne società, tra cui telecomunicazioni, osservazione della Terra, gestione delle emergenze, sicurezza alimentare, monitoraggio climatico e navigazione satellitare. L’Italia sostiene pertanto lo sviluppo progressivo di principi, norme e regole di comportamento responsabile, accompagnati da misure di trasparenza e rafforzamento della fiducia, quali strumenti in grado di favorire la riduzione dei rischi e creare le condizioni per futuri sviluppi del quadro giuridico internazionale.